Concorso ANED

Concorso A.N.E.D. 2016/2017

Primo premio concorso Aned per la sezione poesia ad ANDREA CALANDRIELLO, classe III A, per la sezione "Poesia".
Menzione speciale a TOMMASO MONTEGRIFFO, classe III B, per la sezione prosa.


Andrea Calandriello
Classe III A    Scuola Jacopo della Quercia  (BO)
Insegnante   Maria Rosaria Sorrentino


L'alba della cultura


Cultura è un bosco dai mille colori
Di foglie ce ne sono tante,a milioni
Ma una nebbia sottile sta coprendole
Tra di loro simili rendendole

E tutto pareva indistinguibile
in questo bianco manto che tutto avvolge
Lontano,un'alba calda il cielo travolge
Dalla pura fonte irraggiungibile

Raggi rari tra i rami si infiltrano
Sottili ed accarezzano ogni pianta
Che scomparendo dall'ombra, cambiano

Tetra nebbia si dilegua man mano
Ché  la visione dei colori incanta
Su codesta terra dal sogno umano




Alunno: TOMMASO MONTEGRIFFO
Classe IIIB
Scuola secondaria di primo grado Jacopo della Quercia – Bologna
Docente: Raffaella Cappelli

Auschwitz, 22 Gennaio 1942 (o almeno credo...)

È ormai un mese che mi trovo in questo maledetto campo e che scrivo questo mio diario. Mi aiuta a scandire il tempo e a tenere in vita la mia mente.
Ho paura.
Questa notte sono stato sveglio pensando al vecchio che stava sotto di me: ieri sera sono entrati all’improvviso e lo hanno trascinato via, senza pietà, e so già che non tornerà più.
Tra poco, come tutte le mattine, suonerà una sirena assordante che ci darà la sveglia e di corsa dovremo andare nel piazzale centrale del campo.
È il momento dell’appello: vecchi, bambini, malati, senza nessuna eccezione, tutti in fila e, per ognuno che mancherà, dieci altre persone verranno fucilate. Nessun nome, solo numeri che verranno urlati uno dopo l’altro dall’ufficiale tedesco.
È il momento che più odio.
Ormai ci hanno tolto tutto, ma non smetterò mai di ricordarmi chi sono, da dove vengo, le mie origini.
Non voglio dimenticare che sono un uomo.
Ancora una volta mi metteranno nuovamente a lavorare al tornio. Sul cancello c’è scritto che il lavoro rende liberi, ma non è così! Questo lavoro ci rende schiavi. Ma non potranno imprigionare la mia mente. Lo sanno bene loro, per questo ci hanno vietato di leggere e, quando hanno scoperto che nascondevo dei libri, me li hanno strappati e ridotti in mille pezzi. Però hanno sottovalutato il potere delle parole che conosco, che ho ascoltato, che ho imparato a memoria, in anni di studio e di passione.
Mi umiliano, provano a farmi sentire una nullità e io ogni volta trovo la forza per non piegarmi...continuo a ripetermi senza fermarmi “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza.”
L’unico modo per sopravvivere a questo inferno è pensare alle cose belle, create dall’uomo e dal suo ingegno. Mi hanno ‘marchiato’ con un numero, mi hanno detto che non ho più un nome, mentre io li guardavo, inerme...“Ma il mio mistero è chiuso in me, il nome mio nessun saprà! ...
Dilegua, o notte! …Tramontate, stelle! … All’alba vincerò!”




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